Il Mandala Tarologico® di Margherita Hack presenta fin dall’inizio una struttura fortemente riconoscibile. Alcuni Arcani ritornano più volte e sembrano costruire, attraverso posizioni diverse, uno stesso discorso: lo sguardo che cambia prospettiva, la ricerca, la conoscenza, la scelta, la necessità di verificare ciò che esiste attraverso ciò che può essere osservato.

 

L’Appeso XII: cambiare il punto di osservazione

L’Arcano che apre immediatamente la lettura è l’Appeso XII, presente sia in Parte 1 sia in Parte 4. La Parte 1 appartiene al Fuoco ed esprime il modo in cui la persona entra nella vita e manifesta la propria energia nel mondo. La Parte 4 appartiene invece alla Terra e riguarda l’identità, ciò che assume forma concreta e riconoscibile. In entrambe compare l’Appeso. È difficile immaginare un’immagine più aderente alla vita di un’astronoma. L’Appeso cambia completamente il punto di osservazione. Ciò che per gli altri sta sopra, per lui può trovarsi sotto. Ciò che sembra evidente viene osservato da un’altra prospettiva. La realtà rimane la stessa, mentre cambia la posizione di chi la guarda. In Parte 4, la posizione dell’identità, l’Appeso diventa quasi una dichiarazione. Un quattro che ha smesso di rivolgersi alla Terra e si è voltato verso il cielo.

Nel caso di Margherita Hack quel cielo non diventa il luogo di Dio.

Diventa letteralmente l’Universo da osservare, studiare e interrogare per tutta la vita. Hack fu infatti una atea dichiarata. Parlava apertamente della propria incredulità verso Dio, l’aldilà e l’esistenza di un’anima eterna. Allo stesso tempo riconosceva i limiti della conoscenza scientifica: la scienza, diceva, procede attraverso osservazioni ed esperimenti, cercando da ciò che osserva di risalire alle leggi generali che regolano il mondo. (almanacco.cnr.it) L’Appeso non ha quindi bisogno di trasformarsi in un’immagine religiosa per esprimere la tensione verso ciò che supera l’esperienza immediata. Può rappresentare esattamente ciò che avvenne in lei: sollevare lo sguardo, modificare il punto di vista e cercare una realtà più ampia attraverso l’osservazione. La presenza dello stesso Arcano nella Parte 1 rafforza ulteriormente questo movimento. Il Fuoco dell’Appeso non spinge semplicemente in avanti. Prima cambia la prospettiva. La sua azione nasce da un vedere differente. E tutta la vita scientifica di Margherita Hack nasce, letteralmente, dal guardare ciò che si trova sopra di noi.

L’Eremita VIIII in Parte 18: la matrice della ricerca

Dietro l’Appeso della Parte 4 troviamo l’Eremita VIIII in Parte 18. La Parte 18 costituisce la matrice invisibile che plasma la Parte 4. Ciò che appare nell’identità manifesta affonda quindi le proprie radici in un Eremita. L’Eremita cerca. Procede attraverso l’esperienza. Illumina soltanto una porzione della strada e avanza verso ciò che ancora rimane da conoscere. La biografia familiare di Margherita Hack rende questo Eremita particolarmente interessante. Il padre, Roberto, era protestante. La madre, Maria Teresa Poggesi, era cattolica. Nel 1929 entrambi iniziarono a interessarsi alla Teosofia e il padre ricoprì per un periodo il ruolo di segretario della Società Teosofica Italiana. Margherita non aderì alla dimensione filosofica e spirituale della Teosofia, pur conservandone l’influenza nella scelta vegetariana. (treccani.it) La matrice familiare contiene dunque una ricerca che aveva già oltrepassato i confini di un’unica appartenenza religiosa. Nella figlia quella ricerca prende una direzione completamente diversa. L’Eremita continua a cercare, mentre cambia lo strumento. La lampada diventa il telescopio. La ricerca spirituale dei genitori diventa in lei ricerca scientifica. Il bisogno di comprendere ciò che si trova oltre l’apparenza rimane, mentre il criterio diventa l’osservazione verificabile. Questo rende ancora più significativo il rapporto tra Eremita VIIII in P18 e Appeso XII in P4. La matrice è ricerca. L’identità è cambiamento del punto di osservazione.

La Giustizia VIII: l’Arcano Specchio

Tra i quattro Maestri compare in Parte 5 la Giustizia VIII. Nel Mandala Tarologico® la Giustizia è anche Arcano Specchio. Conosce la realtà invisibile attraverso la sua manifestazione visibile. Qualcosa che non possiamo percepire direttamente può rivelarsi attraverso i propri effetti. L’accadimento diventa indizio. La manifestazione diventa accesso alla causa. Ciò che appare nello specchio permette di intuire ciò che si trova dall’altra parte. Nel caso di Margherita Hack questo principio assume una corrispondenza straordinariamente concreta. Il suo principale campo di ricerca fu la spettroscopia stellare. La sua stessa tesi sulle Cefeidi la portò verso questo ambito, che sarebbe rimasto centrale nella sua attività scientifica. (beniculturali.inaf.it) Una stella si trova a distanze irraggiungibili. Possiamo riceverne la luce. Analizzando quella luce, attraverso lo spettro, l’astrofisica ricava informazioni sulle caratteristiche della stella. È esattamente il movimento simbolico della Giustizia come Arcano Specchio: qualcosa che non può essere raggiunto direttamente diventa conoscibile attraverso ciò che manifesta. La stella rimane lontana. La sua luce arriva fino a noi e porta con sé informazioni. In questo senso la spettroscopia offre quasi un’immagine scientifica del principio della Giustizia. Si osserva un effetto visibile per conoscere una realtà che si trova altrove. La Giustizia è inoltre profondamente legata alla sincronicità. Un evento visibile può rendere manifesto un contenuto invisibile. Il Tarocco stesso lavora attraverso questo principio: si formula una domanda precisa e la risposta emerge attraverso il simbolo. Il simbolo diventa il luogo nel quale ciò che non possiede ancora una forma riconoscibile può mostrarsi. Margherita Hack percorse la stessa direzione con gli strumenti della scienza: osservare, leggere i segni, ricavare informazioni, risalire da ciò che appare a ciò che lo produce.

L’Innamorato VI: la scelta che ritorna

Un altro Arcano domina il Mandala per ripetizione: L’Innamorato VI, presente nelle Parti 2, 10, 13 e 15. Quattro volte. L’Innamorato è scelta, possibilità, orientamento. Non rappresenta soltanto una decisione compiuta una volta per tutte. Mostra la necessità di scegliere continuamente la propria direzione ogni volta che la vita apre più possibilità. Nella biografia di Hack questo tema ritorna con grande chiarezza. All’università si iscrisse inizialmente a Lettere. Dopo pochissimo comprese che quella non era la sua strada e passò a Fisica. Al terzo anno incontrò l’astronomia attraverso le lezioni di Giorgio Abetti e soprattutto di Mario Gerolamo Fracastoro. Fu poi proprio Fracastoro a indirizzarla verso lo studio delle stelle variabili Cefeidi per la tesi. (treccani.it) Ogni passaggio apre una possibilità successiva. L’Innamorato ripetuto parla di una vita nella quale l’identità si costruisce anche attraverso una serie di scelte. Questo assume un valore particolare nelle quattro posizioni in cui compare. In Parte 2 entra nel territorio dell’Acqua e quindi della relazione e della risposta emotiva alla vita. In Parte 10, Terra dell’Aria, la scelta deve diventare concreta. Qui ciò che appartiene al pensiero viene portato nella realtà attraverso una decisione capace di interrompere una ripetizione e assumere una direzione. In Parte 13, Acqua dell’Aria, L’Innamorato entra nel campo delle memorie, dei non detti e delle componenti più profonde del femminile. Anche qui compare la scelta: ciò che è stato ricevuto può essere attraversato senza diventare necessariamente destino. In Parte 15, una delle Sfide, la scelta diventa ancora più esigente. L’Innamorato deve riconoscere la propria direzione in presenza di possibilità diverse, aspettative, condizionamenti e richiami esterni. La ripetizione per quattro volte rende questo Arcano una delle strutture portanti del Mandala.

Il Carro VII in Parte 12: orientarsi attraverso le stelle

La Parte 12 è una delle posizioni più importanti del Mandala Tarologico®. È l’attrattore. Indica la direzione verso la quale la persona viene richiamata e, nello stesso tempo, ciò che resterà ai posteri, il lascito che continuerà ad agire dopo la sua dipartita. Nel Mandala di Margherita Hack troviamo il Carro VII. Il Carro è movimento. È direzione. È avanzamento. Possiede però anche una relazione simbolica immediata con il cielo. Esistono il Grande Carro e il Piccolo Carro. Il Grande Carro è formato da sette stelle principali. Due di esse, Merak e Dubhe, sono tradizionalmente utilizzate come puntatori per individuare la Stella Polare, la stella che per secoli ha permesso agli esseri umani di orientarsi. (edu.inaf.it) Qui il simbolismo del Carro diventa ancora più preciso. Il Carro non rappresenta soltanto il viaggio.

Rappresenta anche ciò attraverso cui possiamo trovare una direzione. E la direzione, in cielo, viene indicata dalle stelle. Nel Mandala di un’astronoma questa corrispondenza è già significativa. La ricerca aggiunge però un elemento ancora più sorprendente. La Stella Polare è una Cefeide, una stella variabile appartenente alla stessa famiglia di stelle dalla quale partì il lavoro scientifico di Margherita Hack. (media.inaf.it) Hack iniziò infatti la propria attività astronomica proprio con lo studio delle Cefeidi. La sua tesi riguardò questa classe di stelle variabili e da quel lavoro prese avvio il suo interesse per la spettroscopia stellare. (beniculturali.inaf.it) La concatenazione simbolica è fortissima: Carro VII → Grande Carro → orientamento → Stella Polare → Cefeide → Margherita Hack. Il Carro della Parte 12 indica il lascito. E il lascito di Margherita Hack è indissolubilmente legato alla capacità di rendere il cielo comprensibile, di fornire strumenti di orientamento, di avvicinare l’astronomia a generazioni di persone. Il simbolo acquista un’ulteriore corrispondenza attraverso un fatto biografico posteriore. Un asteroide della fascia principale porta il suo nome: 8558 Hack. Fu scoperto nel 1995 e nel 1998 l’International Astronomical Union approvò ufficialmente la denominazione in suo onore. (edu.inaf.it) Il Carro in Parte 12 è quindi presente nel Mandala di una donna il cui nome, dopo la sua morte, continua letteralmente a muoversi nello spazio. Questa immagine appartiene pienamente al significato della posizione: ciò che continua il proprio cammino oltre la vita individuale.

La Papessa II in Parte 17: il dono della conoscenza

In Parte 17, la posizione del dono alla Terra, compare la Papessa II. La Papessa custodisce il libro. È conoscenza. È sapere raccolto, interiorizzato e successivamente trasmesso. In Parte 17 questa conoscenza diventa un dono. Margherita Hack fu ricercatrice, docente e direttrice dell’Osservatorio astronomico di Trieste, che guidò dal 1964 al 1987, contribuendo a trasformarlo in un centro di rilevanza internazionale. Fu inoltre una straordinaria divulgatrice e affiancò alle pubblicazioni scientifiche un’enorme produzione destinata al grande pubblico. (treccani.it) Qui la Papessa appare nella sua forma più evidente. La conoscenza acquisita non viene trattenuta. Viene resa accessibile. Il libro che la Papessa tiene tra le mani diventa idealmente il patrimonio di conoscenze accumulato durante una vita e consegnato agli altri. La Parte 17 indica ciò che la persona può donare alla Terra. Margherita Hack ha donato soprattutto conoscenza. Ha contribuito a togliere l’astronomia da una dimensione riservata agli specialisti per renderla comprensibile a un pubblico vastissimo.

I quattro Maestri

I quattro Maestri del Mandala sono particolarmente significativi: Parte 5 – Giustizia VIII

Parte 20 – Imperatrice III

Parte 21 – Papa V

Parte 22 – Forza XI Sono quattro funzioni molto diverse e, proprio per questo, complementari. La Giustizia VIII osserva e verifica. Cerca la relazione tra manifestazione e realtà. Nel Mandala di Hack trova una corrispondenza evidente nel metodo scientifico e, in modo ancora più specifico, nella spettroscopia. L’Imperatrice III appartiene all’alto mentale. Riceve in-formazione, elabora, collega, crea. È pensiero fertile, capacità di produrre idee e di trasformare ciò che viene ricevuto in una nuova formulazione. In una scienziata assume un significato particolarmente chiaro: il dato osservato da solo non basta. Occorre una mente capace di leggerlo, collegarlo ad altri dati e trasformarlo in conoscenza. Il Papa V trasmette. È il Maestro che rende comunicabile ciò che è stato compreso. Margherita Hack fu una delle più importanti divulgatrici scientifiche italiane. Il sapere passava attraverso di lei e veniva tradotto in un linguaggio comprensibile. Il Papa insegna, comunica, crea un ponte fra livelli diversi di conoscenza. La Forza XI, in Parte 22, chiude il sistema dei Maestri. È il portale centrale del percorso degli Arcani. Rappresenta l’energia capace di essere utilizzata senza dispersione, la padronanza della propria potenza e la possibilità di trasformarla in azione. La biografia di Hack mostra una donna dotata di un’enorme energia. Ricercatrice, docente, direttrice, divulgatrice, atleta in gioventù, autrice di centinaia di pubblicazioni scientifiche e numerosi libri, mantenne fino agli ultimi anni una presenza pubblica intensissima. Treccani ricorda circa quattrocento pubblicazioni scientifiche. (treccani.it) Giustizia, Imperatrice, Papa e Forza compongono così una sequenza estremamente coerente: osservare → comprendere → trasmettere → utilizzare pienamente la propria energia.

Un Mandala costruito intorno alla conoscenza

Guardando complessivamente il Mandala di Margherita Hack emerge una trama molto precisa. L’Appeso XII cambia il punto di osservazione. L’Eremita VIIII cerca. La Giustizia VIII riconosce l’invisibile attraverso ciò che si manifesta. L’Imperatrice III riceve ed elabora l’in-formazione. La Papessa II custodisce la conoscenza. Il Papa V la trasmette. L’Innamorato VI sceglie continuamente la propria direzione. Il Carro VII percorre quella direzione e, in Parte 12, la consegna al futuro. La biografia scientifica di Hack sembra muoversi lungo questa stessa sequenza. Osservare il cielo. Cambiare punto di vista. Ricevere la luce proveniente da stelle lontanissime. Analizzarla. Trasformarla in informazione. Comprenderla. Trasmetterla. La sua posizione di atea rende il Mandala ancora più interessante, perché mostra quanto gli Arcani possano manifestarsi attraverso linguaggi completamente diversi. L’Appeso guarda verso l’alto senza cercare necessariamente Dio. L’Eremita cerca senza aderire necessariamente a una religione. La Papessa custodisce un sapere che può essere scientifico. Il Papa insegna senza essere un’autorità spirituale. La Giustizia cerca la realtà invisibile attraverso la manifestazione visibile. Il Carro trova la propria direzione attraverso le stelle. Nel Mandala Tarologico® di Margherita Hack il cielo diventa così il luogo nel quale l’invisibile lascia tracce visibili e l’essere umano impara a leggerle. Forse è proprio questo il punto nel quale Giustizia e Carro si incontrano meglio. La Giustizia osserva il segno. Il Carro riconosce la direzione. E Margherita Hack ha trascorso la vita facendo entrambe le cose: leggendo la luce delle stelle e aiutando gli altri a orientarsi nel cielo della conoscenza.

Margherita Hack

: L’APPESO CHE GUARDA LE STELLE

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