Metodo R.E.V. di elaborazione del lutto

Gloria, 55 anni, è rimasta orfana della mamma a 6 anni e mezzo e non è ancora completamente in grado di elaborare questo lutto che ha segnato tutta la sua vita in modo molto pesante.
Propongo a Gloria un lavoro strutturato sull’elaborazione del lutto, che inizia con la connessione con l’Imperatore passando poi attraverso una scelta di arcani in parte legati a un protocollo, in parte scelti servendomi dell’intuito sviluppato in anni di lavoro.
Le spiego che si lavora per libere associazioni rispetto agli Arcani e che lei non li vedrà perché le chiederò di tenere gli occhi chiusi mentre io metterò sotto al palmo della sua mano gli arcani nell’ordine che deciderò di volta in volta. Dunque Gloria toccando l’Imperatore lo lascia parlare: “da qui non mi muovo, sto fermo e seduto. Perché dovrei muovermi? Devono essere gli altri casomai a muoversi verso di me. Se mi muovessi cadrei in malo modo, dovrei cambiare la mia posizione e non sarei più lo stesso”.
Le chiedo di affiancare il Papa e lei lo fa, mi dice che il Papa non guarda al passato, volta le spalle all’Imperatore, anzi sono la stessa persona si sono solo passati lo scettro dalla destra alla sinistra. Ha cambiato il suo strumento di potere, ora ha una bacchetta magica.
Le chiedo di cambiare la loro disposizione.
Gloria: “Messi di fronte si picchiano, è una lotta di potere se si guardano. L’Imperatore urla state lontani da me!! Il Papa dice venite a me”.
Ha un tono e uno sguardo duro, Gloria è come sulla difensiva.
Le propongo di chiudere gli occhi e le metto sotto la mano sinistra l’Imperatore.
Ora sente una canzone che cantavano alla sorella minore da piccola “se fossi una regina sarei incoronata ma son contadinella mi tocca lavorar”.
Le chiedo tre aggettivi di corona:
“Laurea, alloro, saggezza, forza di volontà”
“Corona da morto”
“Corona di pietre preziose”.
“La carta che ho sotto la mano è qui per diritto divino”.

Sotto la sinistra metto la Luna per cercare di sbloccare l’Imperatore senza dirle chi ha sotto le mani.

“è sposato con questa regina, lei gli dice rilassati, lei cura tutte le cose tranne la politica, l’economia e la modalità. Lui non ha interessi lei si ma lui non l’ascolta sulle modalità fa come vuole lui”.

Tolgo la Luna metto la Senza Nome.

“si ignorano”

“la mano destra la sento incollata alla carta”

“mi vien sonno”

Credo sia la connessione alla morte della madre.

Prendo allora il Matto, ho deciso di partire dalla sensazione di libertà per poi scendere nei particolari e non più il contrario.

Il Matto “è luminosa ma non ha una grande relazione”

Prendo l’Eremita e le chiedo di domandargli cosa può fare per lei.

“Accompagnarti”

Mi dice che Il nostro Imperatore (lei continua a non sapere chi è) deve diventare un monaco, un nulla, deve mettersi il saio. Si spoglia di tutto, simboli, sicurezze, molla tutto! Si mette il saio e cammina nel buio, in fondo c’è la luce dell’altro (l’Eremita e lei ancora non lo sa)

“Sale sulla scala a chiocciola di una torre, è molto lunga, è solo ma non si sente solo.

In fondo c’è una lucina, stiamo risalendo, da sotto terra non siamo in una torre “allora… è una tomba! C’è una lapide di marmo con la bara. c’è una lunghissima scala di pietra ma ha una lampada molto più avanti, si arriva alla superficie”

“Fuori c’è una luce tremenda sarò incenerita!!”

Le chiedo di provare a farlo uscire

“ci sto provando ma è senza forze, avanza ma non so se ce la farà, siamo nell’imbocco ma è come guardare il sole!”

Chiedo di domandare cosa fare all’Eremita sotto la sinistra, lei mi risponde che lui dice solo che deve fidarsi e uscire ma la cosa è impossibile!

Tolgo l’eremita metto la luna per vedere se ora sblocchiamo l’Imperatore,

“la luna mette un mantello azzurro all’Imperatore ma sotto… insomma… si scioglie se esce! Siamo dentro al sole!!”

Decido allora di prendere il Sole e lo metto al posto della Luna, a questo punto l’Imperatore sguscia fuori ma….

“sono uscita ma sono cieca era troppo forte la luce, sono un viandante cieco!”

Sono l’Arcano 13 e l’Arcano 9, effettivamente il cieco e il viandante! Le tolgo Imperatore e Sole e metto Eremita e Senza Nome.

“Da questa (Eremita) esce un sacco di energia rassicurante posso farcela! Sono cieco ma posso farcela lo stesso”.

Le chiedo 3 aggettivi di cieco:

“immaginativo”

“visione sulla pelle”

“diversamente abile”

“quieto”

(Gloria è una terapeuta capace di sentire sulla pelle le sensazioni degli altri di vedere cose che appartengono alla loro vita, direi che si possa effettivamente definire una diversamente abile e una immaginativa)

Ora cerco di riportarla alla IIII (Imperatore) e alla V (Papa), voglio poter elaborare il lutto e torno quindi al protocollo.

Tolgo tutto e prendo l’Imperatore sotto la sinistra.

Le chiedo in che modo l’ha aiutata a superare i limiti nei quali si sente compressa

“devo avere deve…non c’è un come ma è possibile! Devo fidarmi”

Metto il Papa

“E’ un reduce della prima guerra mondiale o… peggio!! Gli manca una gamba ha le stampelle è tutto fasciato e si appoggia su un qualcosa … E’ la mummia… no peggio è tutto sanguinante!”

“Si è salvato da una guerra straziante ma è in vita! Forse sarebbe stato meglio morto, non capisco come possa essere contento di essere vivo, contento lui” . “io lo ammiro per questo, mi fa pietà” “mi chiedo come farà ora, cosa farà, perché è contento di essere vivo, ma lui lo è”

A questo punto metto sotto l’altra mano la Stella.

“Lo ha portato in una sala chirurgica, è un intervento, lo sfasciano, ma… c’è un essere bellissimo, forse è una donna gli è successo qualcosa di brutto ma .. è sana! Gli manca la gamba al ginocchio ma non è un guaio. Ha qualcosa di trasparente che pare il resto della gamba”

“C’è una grande energia che si è liberata, mi ha attraversato tutto il corpo, è un angelo!”

Le chiedo di domandargli chi è

“ride” “è molto contento …. E’ LA MIA ANIMA!!! O forse è un angelo, siamo usciti”.

Le faccio aprire gli occhi e le mostro tutto il percorso fatto con gli arcani, che ora può vedere per comprenderlo meglio.

Capisce che la sua Anima è bellissima, se ne meraviglia molto ma l’ha vista lei personalmente, si rende conto che forse tutto aveva un senso, non corporeo ma a livello di anima.

Mi chiede il perché della canzoncina … mi permetto di darle la risposta solo perché è una persona che conosco da anni e quindi credo di averne capito il senso … “ Se avesse tolto la corona non avrebbe potuto tenere tutta la vita questa “parte” dell’addolorata, non sarebbe stata una regina ma una contadina qualunque, nella tragedia l’essere orfana era comunque un segno distintivo.

Ci pensa un attimo e ammette che è così.
Chiudiamo la seduta, abbiamo fatto un percorso bellissimo, per la prima volta Gloria è uscita dalla tomba di sua madre e ha potuto incontrare la sua bellissima anima, ha compreso tra l’altro che la morte della madre ha avuto un senso per il suo percorso consentendole di diventare “diversamente abile”.

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