Tarologia o cartomanzia?

Mi è capitato durante le letture svolte nelle feste paesane che le persone si siedano e pensando di mettere alla prova la mia capacità di tarologa nell’indovinare gli eventi della loro vita: tacciono in attesa che io dica ciò che vedo.Tutta questa fatica a cosa è servita?

A far si che le persone vadano via contente perché la cartomante ha saputo dire cose che sapevano già perfettamente e “mostrato loro il proprio futuro”.Spesso il futuro coincide effettivamente con quanto indicato dalla stesa perché solitamente le persone tendono a accogliere il responso e a non lavorare su di sé, lasciando inalterate le situazioni.

Capita così che l’anno seguente queste persone tornino dicendomi che tutto quello che avevo detto loro si è effettivamente avverato…Il futuro che viene mostrato dagli Arcani lo potremmo definire un futuribile: è solo una finestra su ciò che accadrà se nulla della situazione attuale verrà modificato. Lungi dal trattarsi di magia o di superstizione, cartomanti e tarologi sono in grado di collegarsi, usando le libere associazioni, ai simboli archetipi inscritti negli Arcani così come li ha descritti Jung. A differenza del cartomante che assume su di sé il potere della lettura fornendo previsioni per il futuro, il tarologo ha il compito è di mostrare al consultante quali sono i punti nodali delle circostanze, quali le problematiche sulle quali lavorare per risolvere le situazioni che emergono e che non si desidera far accadere. E’ una proposta di lavoro che viene svolta in collaborazione, la ricerca di una via, il consultante terminata la stesa non saprà cosa accadrà con certezza nel futuro ma su cosa andare a lavorare della situazione presente per cercare di ottenere i risultati voluti in quella futura.

etimologicamente:

  • Cartomanzia deriva da carta e manteìa ovvero divinazione. Quindi, cartomanzia vuol dire divinare, indovinare, predire il futuro attraverso la lettura delle carte.
  • Tarologia deriva da taro e logia ovvero discorso, ragionamento attraverso i Tarocchi

Anni di esperienza mi hanno portato a comprendere che non si tratta di magia ma una attivazione dell’inconscio che si sviluppa attraverso le immagini disegnate sui Tarocchi. Penso che se Jung fosse vissuto nel Medio Evo e magari fosse stato una donna, avremmo perso uno dei padri della psicoanalisi su un qualche rogo! Le donne analfabete di un tempo avevano la mente abbastanza libera dai condizionamenti culturali da sviluppare la capacità di collegarsi attraverso le immagini archetipe all’inconscio collettivo. Ma poiché questo mezzo era usato principalmente da donne “ignoranti” e tacciate di stregoneria, ancora oggi non gode del rispetto che merita, cosa che è invece accaduta ad altri sistemi simili che utilizzano parimenti archetipi e inconscio collettivo, ma che sono nati in epoca post junghiana, come le Costellazioni familiari di Hellinger.