La Ruota energetica dell’anno – Ciclo ottopartitico

L’energia universale come quella terrestre e quella umana è ciclica, pertanto durante l’anno solare non rimane costante ma risponde a leggi naturali ben precise che possiamo descrivere in otto ambiti: esse corrispondono alle feste del calendario celtico, quattro feste solari (equinozi e solstizi) e quattro feste lunari.

Conoscere questi cicli affina la sintonia con il cosmo, laddove la società contemporanea porta l’uomo ad essere completamente avulso dal tipo di energia nella quale vive. Le popolazioni antiche e quelle contadine sapevano quanto era importante rispettare questi cicli, la tecnologia ci ha permesso di vivere molto più agevolmente rispetto ai nostri predecessori ma ha portato l’uomo a percepirsi estraneo all’energia del macrocosmo che lo ospita. È fondamentale invece riportare in armonia fra loro queste due vibrazioni.

Nei sei mesi della primavera – estate, lo spirito è contessuto di materia, mentre nei sei mesi di autunno – inverno la materia è contessuta di spirito. Dopo l’estate, durante la quale assistiamo al trionfo della nascita della pianta, si avvierà il processo di incenerimento della pianta: dall’esteriorità del primo emiciclo all’interiorità del secondo, durante il quale prepareremo il terreno ad una nuova esteriorità.

Nella visione greca antica i due solstizi erano chiamati porte: porta degli dei l’invernale, porta degli uomini l’estivo. Nell’Odissea Omero descriveva il misterioso antro dell’isola di Itaca nel quale si aprivano due porte:

«l’una rivolta a Borea, è la discesa degli uomini, l’altra invece, che si rivolge a Noto è per gli dei, è il cammino degli immortali»

Il poeta spiega che la porta degli uomini è rivolta a Borea, cioè a nord perché al solstizio estivo il sole si trova a nord dell’equatore celeste; mentre quella degli dei e degli immortali è rivolta a Noto, ovvero a sud, perché l’astro al solstizio invernale si trova a sud dell’equatore.

I solstizi erano dunque simboli del passaggio o del confine tra il mondo dello spazio-tempo e lo stato dell’aspazialità e dell’atemporalità. Per la prima porta solstiziale, quella estiva, si entrava nel mondo della genesi della manifestazione individuale, per l’altra invece, si accedeva agli stati sopraindividuali.

L’anno era diviso in quattro trimestri, ciascuno afferente ad un elemento, così scanditi: Samhain (31 ottobre – 1 e 2 novembre), Imbolc (2 febbraio), Beltane (30 aprile – 1 maggio) e Lughnasadh (31 luglio – 1 agosto).

La ricorrenza che segna l’apertura energetica dell’anno è Samhain, unica festa che nella tradizione durava 3 giorni.

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