La Papessa

La Papessa.
Nel percorso del Bagatto/bambino la Papessa è la prima madre, colei che partorisce e nutre il figlio, ha ancora forte l’idea del cordone ombelicale tendendo nella problematica alla simbiosi. È colei che accoglie il seme e lo fa diventare un individuo, progetta per nove mesi che colore di occhi avrà, decide il nome, comunica con lui pur non vedendolo. ella conosce il mondo, sarà guida e maestra per il nuovo nato, lo inserirà nella sua storia familiare rappresentata dal libro rosa carne che gli porge. è la dualità che consente all’unità di riconoscere se stessa, è il passaggio vitale da un punto all’altro. una madre attenta offre la giusta cura ed autonomia di pensiero ed azione, in problematica può essere colei che abortisce il feto (e quindi i progetti), che ha problemi con il nutrimento, la simbiosi, la freddezza, che impone il suo volere senza tener conto delle aspirazioni del bambino. Una Papessa al positivo sa invece fare tutto questo ed è colei che accoglie la fiamma vitale dandole la possibilità di crescere, è l’iniziazione alla nuova vita, è il collegamento fra mondo invisibile e mondo visibile come indica il copricapo che passa oltre la cornice della carta. offre Il mezzo che consentirà la sperimentazione, ovvero velera’ l’anima/Bagatto di pelle e organi di senso. è l’elemento femminile che consente la creazione, è Maria Maddalena (lo indica il colore rosso della veste e il simbolo della x sul petto), il Papa richiama alla chiesa di Roma mentre lei a quella dell’Amor (dove potevano essere eletti papa sia gli uomini che le donne sempre con il nome di Giovanni o Giovanna, particolare coincidenza che la chiesa porti il ricordo di una Papessa Giovanna forse mai esistito ma ben presente nella memoria popolare… da dove veniva questo ricordo?). è dunque l’elemento femminile, Eva progenitrice, colei che mangiando il frutto esce dal paradiso per entrare nella vita, qui si sperimenta, si cresce, si impara, si crea altra vita partorendo con dolore, ci si guadagna da vivere lavorando con sudore…
La sua complementare è il Giudizio: ad un certo punto occorre lasciare il mondo familiare che ci ha cresciuto per ascoltare il proprio Sé o la propria anima. altrimenti quel mondo diventerà la nostra tomba facendo di noi una propaggine del desiderio familiare. la XX mette in guardia del pericolo e invita all’ascolto consapevole di sé, alla capacità di essere diversi da coloro che ci hanno generato e cresciuto.
Febbraio è il secondo mese dell’anno, il lavoro energetico da compiere in questo periodo è quello della Papessa: cura, nutrimento, pensieri creativi verso il seme energetico che ci compete e che comincerà a manifestarsi da aprile in poi.
buona giornata

foto di tarocchi e archetipi.
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Tornando a parlare del velo della Papessa, ella svela all’iniziato la via della conoscenza ma se guardiamo l’Arcano che la precede possiamo notare che il luogo sul quale egli agisce (il tavolo) ha solo tre gambe, dunque non è un mondo manifesto. Il Bagatto sta per intraprendere il suo viaggio e per farlo dovrà prendere un corpo che possiede i sensi attraverso i quali sperimentare e accrescere la sua consapevolezza. Ecco dunque il velo che la Papessa offre all’anima per permettere di accedere alla conoscenza: il corpo! La Papessa non svela, vela l’anima di pelle con la quale essa potrà così sperimentare. Ed ecco allora che la complementare mostra tre corpi sotto un unico angelo. il due è il concepimento, il 20 il ritorno all’anima.