REV: Il percorso dall’incarnazione alla nascita

Anna e’ una bella signora di 55 anni che ha già fatto molto lavoro su di sé con tecniche di vario genere, tutte molto importanti.
Viene da me perché vorrebbe separarsi dal marito con il quale ha ormai da tempo un rapporto fraterno.
Il nostro incontro si sviluppa in una lunga seduta di counseling durante la quale tengo sul tavolo il suo Mandala Tarologico, che mi indica gli elementi salienti da indagare, emergono alcuni fatti importanti: durante la sua vita Anna si è sentita nell’impossibilità di esprimere se stessa, non ha potuto andare alla scuola superiore come avrebbe voluto, non ha saputo realizzare i suoi desideri in amore, non ha potuto essere sincera, in primo luogo con se stessa. Ha realizzato così un vero e proprio tradimento verso di sé che l’ha condotta a una vita di sacrificio in nome delle scelte fatte (Appeso in P2).
Le tante Ruote di Fortuna mi inducono a indagare sulla presenza di figli illegittimi o abbandonati o adottati, ed in effetti è un tema molto presente nella sua genealogia.
Molte delle frasi che ella pronuncia mi fanno pensare a un gemello scomparso, tanti gli indizi avvalorati dalla presenza di due Forze nel tema di nascita.
E’ lei stessa a darmi la conferma che l’ipotesi è corretta: il gemello è emerso durante una costellazione fatta tempo prima.
Mi trovo nell’indecisione del percorso da intraprendere per la R.E.V., da un lato penso alla linea P13, P2, P5, P4 per andare all’origine del desiderio, dei sentimenti e delle emozioni portandole alla realizzazione in P4, dall’altro la tematica del gemello mi invita a intraprendere il percorso che dall’incarnazione porta prima alla gestazione, e poi alla nascita.
Ho imparato che in questi frangenti è il cliente a riconoscere la strada giusta per sé, così le pongo davanti le due carte coperte corrispondenti a P13 e all’Arcano personale,e le chiedo di scegliere una delle due Lame ponendosi all’ascolto di ciascuna di esse con la mano appoggiata sopra.
Sceglie senza indugio il percorso che va dall’incarnazione alla nascita.
Pongo quindi davanti a me coperte le carte presenti nell’Arcano personale, P22, P21, P20 e P5 con le loro complementari e chiedo ad Anna di chiudere gli occhi per iniziare il nostro viaggio.
Le porgo la Lama che Anna ha nella posizione dell’Arcano personale, le chiedo di portare attenzione al proprio respiro e quindi alla carta che ha in mano, ascoltandone la frequenza vibratoria, ora la invito a portare dentro di sé questa energia ad ogni inspirazione fino a farla arrivare al cuore e da lì in tutte le parti del suo corpo.
Anna alza le braccia sopra alla sua testa, si inarca all’indietro sulla sedia appoggiando il collo sul bordo dello schienale fino ad essere sostenuta solo dalla pianta dei piedi e dal collo.
Una posizione decisamente scomoda, ma lei non pare accorgersene. Mi dice che si sta incanalando all’interno di un tunnel, si muove sinuosamente mantenendo la posizione assunta, temendo che possa cadere dalla sedia, la invito ad andare più avanti nel tempo, mentre le porgo fra le mani la complementare dell’Arcano.
Ora vede un grande occhio, una pupilla che lentamente si avvicina fino ad entrare nel punto di incontro delle sopracciglia, quello è il suo posto.
Improvvisamente si piega in avanti, seduta sul solo bordo della sedia il resto del corpo assume una posizione fetale, Anna mi dice che ora è dentro un luogo dove è presente dell’acqua.
Capisco che ora è diventata un feto,  pertanto le chiedo di cambiare gli Arcani, le offro quello di P22 (i primi tre mesi di gestazione) e riprendo i precedenti. Anna trasforma l’espressione del volto, è felice, me lo esprime, una gioia incontenibile, lì dove è adesso, percepisce l’amore più puro.
Si commuove facendo scendere qualche lacrima, si appoggia con il corpo allo schienale della sedia, alza le ginocchia fino al petto mentre le mani tengono l’arcano sulla guancia sinistra, pare ancora un feto, semplicemente è cambiata la posizione, ancora una volta non mostra alcun disagio a mantenere questa posizione scomoda.
Le chiedo di percepire nel corpo questo amore e questa gioia, dove sono?
Mi risponde che si trovano soprattutto nella pancia fino alla vita, la invito a stare finché lo desidera, non abbiamo fretta. Le offro la complementare e poco dopo il suo volto si piega in una smorfia, qualcosa è cambiato. Le chiedo di raccontarmi cosa sta accadendo, Anna mi esprime il suo timore di perdere tutto quello che sta percependo, penso sia arrivata al momento della morte del gemello, la invito a riprendere contatto con il suo terzo occhio, quella pupilla che si è inserita nel suo sesto chakra.
La invito a respirare portando dentro di sé l’aria fino a raggiungere la pancia, riprendendo contatto con l’amore e la gioia. Poco dopo l’espressione torna ad essere raggiante, serena, una sensazione quasi tangibile dall’esterno.
Le faccio alcune foto che voglio consegnarle al termine del lavoro, resteranno solo a lei, desidero che nei giorni a venire possa rivedere dall’esterno quanto ha sperimentato durante la seduta.
Gli Arcani che seguono la portano ad alzarsi in piedi e ballare, sempre con gli occhi chiusi come da mia richiesta, Anna pare vivere questa esperienza completamente, sa dove siamo, sa che sono davanti a lei, ma nulla la distrae da queste sensazioni di gioia, amore che paiono compenetrarla completamente. La invito a dire alcune frasi che esprimano queste sensazioni.
Nel periodo del quarto, quinto, sesto mese, corrispondente alla P21, Anna vede davanti a sé una coppa, la descrive come un oggetto meraviglioso e a sostenerlo vi sono lei e un uomo che realmente conosce e verso il quale c’è stato da subito una grandissima attrazione, qualcosa di mai vissuto con nessun altro nella sua vita.
Con gli Arcani della P20 questa immagine sparisce, Anna ora balla nuovamente, mi esprime la sua gioia, nulla pare turbarla.
Le offro ora l’Arcano di P5, la nascita. Anna si siede, inarca nuovamente la schiena all’indietro, assume la stessa posizione di partenza e mi dice che è nuovamente dentro al canale in fondo al quale c’è una grande luce.
Dandole la carta complementare invito Anna ad andare avanti nel tempo per consentirle di modificare questa posizione scomoda, improvvisamente si appoggia pesantemente sulla sedia e diventa ombrosa in volto, si gira attorno attonita, mi dice che è cambiato tutto, con rassegnazione mi comunica che non c’è più nulla di ciò che stava vivendo fino ad un secondo prima.
Ancora una volta la invito a portare dentro l’aria fino alla pancia, là dove poco prima l’amore emanava da lei, le chiedo di riprendere contatto con la pupilla che si è inserita nella fronte e in poco tempo l’espressione del viso si rilassa, riprende serenità fino a esprimere nuovamente gioia. Anna si alza, mi dice che è in una stanza di una reggia, davanti a sé c’è uno specchio, guarda la sua immagine riflessa, sente che è lì per lei, che può affidarsi a lei.
La invito a comunicare verbalmente alla sua immagine che saranno sempre assieme, uno per l’altro in tutto il cammino di vita, che sa che è lì e che può contare su di lei ogni volta che ne sentirà la necessità.
Poi chiedo ad Anna di restare in ascolto delle sensazioni che sta vivendo e quando si sentirà pronta, di aprire gli occhi.
Quando li apre mi guarda, mi chiede se ho spento la luce, quella luce fortissima che aveva visto in fondo al canale e che l’aveva avvolta quando ne era emersa.
Invito Anna a sedersi è arrivato il momento di farle conoscere il significato del percorso fatto.
Per la prima volta ha potuto capire che non perdiamo il gemello, è semplicemente un modo efficace per restare collegati a una parte di noi che vive in una dimensione energetica e che altro non è se non la nostra guida.
Nel mandala Tarologico la presenza di un gemello “scomparso” è indicata dall’Arcano la Forza, complementare a se stesso e presente specularmente in due piani di realtà differenti: materiale e immanifesto.