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Tarocchi e Archetipi - La voce della Stella   

 

 

 

 

 

 

 

ARCANO XV – Il Diavolo

Su un piano psicologico l’incontro con il demone è una tematica ancestrale nata forse assieme all’uomo stesso. Dopo l’Angelo dell’Arcano XIIII appare il Diavolo, a ricordare che più si tende verso la luce più l’ombra sarà scura, allo stesso modo in cui specializzando una parte di noi ne mortifichiamo un’altra.

Il Diavolo mette in contatto con la fonte energetica presente in ciascuno, consente di scorgere la potenza insita in noi, e poiché essa è grande spesso questa esperienza si associa a sensazioni di paura. Possiamo dire che il potere contiene la capacità di generare o impedire il cambiamento. Questa esperienza accomuna tutti gli esseri viventi, mentre ogni singolo individuo può relazionarsi al potere più o meno consapevolmente decidendo se e come esercitarlo.

Primo Arcano della terza iniziazione. Un altro Angelo che indica l’incontro con la dualità, infatti i due diavoletti sono imprigionati al di sotto di lui che invece li sovrasta ed è libero: se ci perdiamo nel dualismo non siamo liberi.

Tommaso chiese “Maestro mio, come fu inventata la morte? Come fu inventato il male?” “Ascolta Tommaso. Dio e’ coppia: Sposa e Sposo. Tutto quello che è vivente è coppia. L’uomo credette uno ciò che era soltanto metà. Vide in Dio il Padre e rifiutò la Madre. Questo è l’errore diabolico. La vita fu spezzata in due parti, il Bene e il Male. Una metà dell’infinito Bene fu creduta Male.  Così anche l’uomo fu spezzato: si vergognò di una parte dei suoi pensieri e li nascose. Ecco, Tommaso, come fu perduto il Regno. Era il Regno della felicità ma l’uomo non ne fu degno, perché amò il dolore e respinse la Saggezza. Da allora la Sposa soffre, lontana dallo Sposo, e il Regno è vuoto. Hai capito perché è avvenuto questo?”

“Sì mio dolce Maestro. Perché prima eravamo uno e poi siamo diventati due.”

“E ora che siete due, cosa dovete fare?”

“Dobbiamo farci uno nello Spirito.” (cfr. Mario Pincherle)

Ed ecco dunque all’ingresso della via dello Spirito un Diavolo libero ed ermafrodita, ai suoi piedi due figure incatenate rappresentanti un uomo e una donna.

Per accedere alla terza iniziazione occorre abbandonare la divisione uomo/donna, buono/cattivo, bene/male, giungendo all’Unità. La separazione fisica fra i sessi non è diversa dalla divisione di luce e tenebra, vita e morte: sono i due punti attraverso i quali passa l’energia vivente. Se tagliamo questa connessione giudicando uno dei due come negativo, impediamo all’energia di fluire, creiamo una separazione che possiamo definire l’illusione della morte.

La domanda che ci pone il Diavolo è “ora che con Temperanza sei diventato maestro d’energia, al servizio di chi la poni? Dei valori superiori o dell’ego?” È la terza grande alternativa che incontriamo: la prima è quella del Bagatto che decide se intraprendere o meno il percorso, la seconda è quella dell’Innamorato che sceglie se stesso, la terza è la possibilità di cocreazione con il Divino, ed in effetti 15 è 1+5 = 6, siamo nella definizione del Sé. All’ingresso dello Spirito, ci viene chiesto di essere creatori consapevoli, riconoscendo la nostra parte divina che in quanto tale è in grado di creare (“Dio fece l’uomo a sua immagine e somiglianza”).

Adamo abdicò al potere quando addormentandosi perse una parte di sé. Dalla sua costola uscì la donna (e sulla traduzione della parola costola molto si è detto, ritenendo più corretta la traduzione “dividere”), ovvero scisse la propria parte femminile da quella maschile accusandola della cacciata dal Paradiso Terrestre. Non solo l’uomo perse la parte creativa e intuitiva dell’emisfero cerebrale destro, ma la rese colpevole della perdita della felicità umana obbligandola alla penitenza e al silenzio.

Questa capacità di essere creatori e divini fu resa inaccessibile dandole la forma del demonio, ovvero della paura, rendendo di fatto l’uomo sottomesso mediante la separazione e la censura delle qualità femminili. Non è forse una ottima applicazione del principio “Divide et impera” di romana memoria?

Ma solo disobbedendo è stato possibile per l’Anima entrare nel Mondo e compiere le esperienze di cui essa ha bisogno per aumentare la propria consapevolezza. Il frutto dell’Albero della conoscenza del Bene e del Male riconduce alla necessità di conoscere, e il solo modo possibile per farlo è avere un corpo materiale attraverso il quale sentire le sensazioni.

Nell’immagine troviamo l’ultima delle spade presenti fra gli Arcani: occorre diventare consapevoli della nostra capacità di creare o ne saremo in balia, poiché l’ignoranza non impedisce di creare, ma può rendere tale capacità caotica e controproducente. Possiamo metterci al servizio dei valori più elevati e creare per dare loro nutrimento, o allo stesso modo usare il nostro potere creatore per fare del male, per separare (il Diavolo è un grande manipolatore), per soggiogare. La capacità di dividere è precipua dell’intelletto, è il pensiero che analizza, separa, divide: il Diavolo è di un’intelligenza assoluta! Inoltre la fiaccola di Lucifero lo descrive come colui che porta la luce, immagine allegorica della conoscenza.

Se confrontiamo l’immagine disegnata sull’Arcano X con quella qui presente possiamo notare un’importante similitudine: siamo di fronte a due personaggi prigionieri e posizionati nella parte sottostante, a cui si contrappone un personaggio libero con una spada in pugno che pare sovrastarli. Nel primo caso la Ruota di Fortuna ci invita a liberarci dai meccanicismi, a uscire dagli schemi personali e familiari, l’esperienza trova qui un senso evolutivo che consente l’ingresso nella forza propulsiva dell’Arcano XI, canale energetico per  il salto quantico; nel secondo caso, il Diavolo invita a renderci liberi dalle paure, dai giochi di potere, dalle perversioni, così da giungere all’Arcano seguente pronti ad uscire finalmente dalle gabbie che ci tengono prigionieri.  Si tratta di due passaggi fondamentali, come indicato dalla spada impugnata dai personaggi, senza i quali Forza e Casa Dio palesano al contrario il loro lato violento e distruttivo.

Nella prima iniziazione il V riconosce la propria appartenenza a un padre divino, il XV è l’uomo fatto ad immagine e somiglianza di Dio, ovvero è un essere divino egli stesso, è la scelta del servizio nei confronti dell’umanità.

Vedremo più avanti che la matrice di Tarocchi e Archetipi parte dallo Yod Hè Vav Hè, ovvero dal nome di Dio: Yod rappresenta il Fuoco – il principio creatore maschile, Hè – rappresenta l’Acqua il principio generatore femminile, la somma di questi due elementi dà 15, il Diavolo, colui che contiene in sé entrambi i principi.

Con Temperanza siamo di fronte ad un Angelo, con la XV ad un Diavolo, potremmo definire questa coppia l’Angelo e il Demone. Personalmente ritengo si tratti delle due facce della stessa medaglia: Lucifero era un Angelo, il portatore di luce! Ha scelto consapevolmente di diventare un Diavolo, colui che separa. Quando ci separiamo dalla nostra vera essenza lasciamo posto al demone, quando la rinforziamo siamo sulla via dell’Angelo.

Lucifero con la sua scelta ha permesso a noi di fare a nostra volta delle scelte. Se tutto fosse lineare, non avrebbe senso avere un corpo per sperimentare. Senza il Diavolo non ci sarebbe vita, poiché non ci sarebbe movimento da un punto all’altro, dal Demone all’Angelo.

L’Angelo è la consapevolezza che qualunque cosa accada ha un significato, tutto è perfetto, è la fiducia; il Demone è la paura, la separazione fra noi e l’universo. Quando entriamo nel concetto di separazione, perdiamo di vista il cammino per entrare in un piano egoico, che ci rende concorrenti solitari e competitivi in una corsa al successo materiale. È una libera scelta, il Diavolo ci informa che siamo esseri creatori, ci rende consapevoli della nostra potenza  lasciandoci liberi di scegliere il cammino. In ciò non vi è nulla di malvagio: la differenza risiede nell’uso che ne facciamo.

Altri aspetti possibili ai livelli di vibrazione più bassi sono:

la difficoltà di sostenere rapporti interpersonali paritari, la tendenza a schiacciare o essere schiacciati;

un pesante giudizio su parti di sé ritenute “diaboliche” e quindi inaccettabili, prima fra queste una vitalità sessuale esuberante, che così repressa può pervertirsi.

Riduzione teosofica 6: l’Innamorato opera la scelta di Sé attraverso la discesa della scintilla fornita da Cupido, al Diavolo spetta ora decidere al servizio di chi mettere quella scintilla generatrice.

I livelli

  1. ossessioni e possessioni, sadismo, ermafroditismo
  2. erotismo sfrenato, dipendenza dagli eccessi, rischi mortali
  3. orgoglio, ambizione senza limiti, schiavismo o sottomissione, separazione
  4. intelligenza acutissima, sfruttamento, seduzione
  5. fascino, magnetismo, abilità oratoria
  6. intuizioni illuminanti, energia potente, spinta vitale
  7. entusiasmo, idealismo, utopia
  8. immaginazione creativa e generosa
  9. mente e spirito liberi, servizio gioioso

I quesiti

 

Il Diavolo interroga il viandante sulla scelta del servizio: “Al servizio di chi ti poni? del tuo Ego o dell’Universo?”, il Diavolo è l’intelligenza, la capacità di analisi ma anche la volontà di dividere, di mettersi al centro e schiacciare l’altro. La difficoltà di avere rapporti alla pari. La paura  di essere se stessi, l’egoismo e la volontà manipolatrice. Capacità di usare la propria energia. Dualismo. Sessualità.

 

 

 

 

3 pensieri su “Pubblicazioni

  1. Viaggio iniziatico attraverso l’antica saggezza degli Arcani Maggiori,Tarocchi e Archetipie il primo manuale di tarologia che unisce un percorso innovativo, approfondito ed interattivo di conoscenza del Tarocco con una mappa di decodifica personale originata dai propri dati anagrafici.

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